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Maggio 2026




31 La domenica, ovunque io l’abbia passata, in qualsiasi città, in qualsiasi età, è sempre stato non un giorno, ma un momento. Una summa di momenti. Una canzone, una sigaretta, un film, un cuscino. Ma c’è sempre stata, da un momento in poi, una certezza: il domenicale. 
Io i domenicali neanche sapevo esistessero. Alberto Garutti, in una delle prime lezioni, ci fece l'elenco delle cose che dovevamo leggere settimanalmente e mensilmente: la Domenica del Sole.
Se penso che è il domenicale di confindustria e della stessa azienda di Cruciani e Parenzo mi sento male, ma tant’è.
A Milano scendevo in pigiama e andavo in edicola, tornavo, mi mettevo a letto e sottolineavo con l'evidenziatore le cose che mi interessavano di più. Facevo anche una cosa molto carina: ritagliavo e spedivo gli articoli di filosofia e matematica che sapevo che sarebbero piaciuti a Giuseppe: il lunedì andavo alle poste, sempre.
Poi con il tempo ho scoperto Robinson e La Lettura ad associarsi alla Domenica del Sole. Il tempo per me per leggere si è prolungato.
Per molto tempo mi sono privata di questo piacere. Li compravo e non li leggevo: la depressione e come se volessi punirmi di tanta curiosità.
Oggi ero a casa del mio amore, scendo, vado in edicola, pago col pos 7 euro, ritorno a casa e inizio a leggere. Rabbia, allegria, delusione, un misto di emozioni mentre leggevo. E lo commentavo col mio amore, quasi divertito, forse, non saprei.
Ora sono a casa mia, a letto. Suona “Tramonto occidentale” di Battiato, fumo, mi curo la micosi, leggo. Non è una giornata intera, è un momento, come guardare il caos che riesco a mettere a casa, bere il caffè, Culo che prova a entrare dalla porta di camera mia. Un momento.




30
Lui è M.
Si piscia addosso, si caca di sopra, cambiamo le lenzuola tre volte al giorno, ma lui persiste nella sua grascia.
Ha appena vomitato succhi gastrici perchè non vuole mangiare. Fa caldo, dice. Il caldo non lo può fare stare neanche al sole. Sviene, dice.
Scruta punti fissi e io, con fare da badante, spio che mangi, quanto cammina e perchè a casa si muove, se pur con difficoltà, giù rimane fermo, immobilizzato dalla paura di non essere a casa.
M è grigio. Prendo sempre integratori, non ne potrà più poveretto dei nervi, delle articolazioni, della vescica. Eppure resiste. Non muore. Ha fatto un patto con la vita e ha deciso che non muore e io sono contenta perchè M. è bello come un mobile antico, come una dismessa, come i lavori in corso, come i pensionati che guardano i cantieri. Oppure è bello come i domenicali da leggere sulle panchine, il cappuccino in cui metto lo zucchero, la vellutata di zucca.


29 Davvero qualcuno ha la forza di scrivere ogni giorno?
Cosa si ha da dire ogni giorno?
Sfranta, stamane mi alzo senza una carezza d'amore e mi chiedo cosa io voglia dire.
Niente.
Gli scrittori si impongono di scrivere un tot di pagine al giorno, ma io non sono una scrittrice o forse lo sono nel momento in cui divento critica. Allora sì, scrivo. Chiedo, più che altro.
Cosa voglio chiedere oggi?
Che qualcuno mi faccia uno shampoo.


28 Oggi mio cugino fa 12 anni.
12 anni.
Come ragiona una testa di un dodicenne di oggi?
Io a 13 sono stata stuprata e non penso pensassi cose differenti da lui, a parte il fatto che il sesso era entrato a gamba tesa nella mia vita.
A 12 anni giochi ancora con le bambole?
Io le impiccavo al letto.
Hai dato il primo bacio?
Io a 11.
Hai voglie sessuali? 
Probabilmente forse.

Mio cugino ha fatto 12 anni e io 38, qualche giorno fa.
I bilanci non fanno parte della mia vita, sono troppo occupata a stare male per capire che sono stata anche bene, nel giro di un anno

17 Il giorno della metabolizzazione della morte di adelino è arrivato oggi all'improvviso. Sono in camera da letto, leggo il San Francesco di Barbero, ascolto canti gregoriani e mi aggiro per trovarla. Non c'è pipí da controllare, o cacca, o acqua o cibo. Tutto tace. Lei non è nascosta, non è sul letto, non è in cielo, ma in terra, una terra su cui vorrei poggiare un fiore. Martedì andremo a fare gli esami del sangue agli altri gatti per vedere se hanno la fip. Sono in apprensione come una mamma che sa che il figlio si droga.


6 Io non credo alla vita dopo la morte. Sono materialista e non credo nell'anima. In questo momento, in cui la morte mi sta quasi levando la parola, scrivo e scrivendo penso che vorrei tantissimo credere. Credere al paradiso umano, dei gatti, di tutt. Sarei serena perché è in un posto più felice. Ma domani verrà seppellita togliendola dal suo plaid e verrà mangiata dai vermi. Ecco cosa succederà. Mangiata dai vermi. E di lei in qualche mese non rimarrà niente. Questo discorso vale tanto per gli animali quanto per le persone. I vermi. I gas. Vorrei credere in Dio, ma è lui che non crede in me. 

 
5 Abbiamo deciso di addormentare Adelino. Ha smesso di mangiare e quando ho saputo che le avrebbero messo il sondino ho deciso di non proseguire le sue sofferenze. Adelino è il gatto che mi ha ridato la vita in un momento terribile che ho vissuto questa estate. Non ha neache un anno ed è arrivata a casa il 27 agosto con il benestare di nessuno. Ma tutti, tutti, si sono innamorati di Adelino, della sua bellezza da gatta cieca, del suo nome da uomo pur essendo femmina, del suo carattere bellissimo. Quello che accuserà di piú il colpo è Culo che durante la malattia di Adelino a casa piangeva tutto il giorno dietro la porta di camera mia perché voleva stare con lei. Ma ho visto anche che dopo 5 anni ha iniziato a instaurare con le altre gatte in una accettazione che forse finalmente ci voleva. Culo ha amato Adelino in modo viscerale, come fosse sua figlia. Le lasciava i bocconcini piú buoni, l'acqua piú pulita. La lavava, le spianava la lettiera. Io e Culo soffriremo molto, nell'indifferenza totale delle altre gatte. Adelino è solo una gatta ed è vero che non si dovrebbe piangere come si dovrebbe un altro essere umano, ma il dolore è forte e quando la tua famiglia è composta da animali il distacco è pesantissimo. Grazie a tutt quell che per sensibilità e amicizia mi sono stat vicin.