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Sogno un collettivo femminista 



Sogno un collettivo femminista di femminismi.
Sogno femminismi bianchi, neri, colti, incolti, binari e non binari, froci, queer, trans, lesbo, asessuali, decoloniali, anzirazzisti.
Sogno femminismi intersezionali che non si dicano puri, che non dicano IL FEMMINISMO, che non si dicano universali, che non si dicano per tutti, che non si dicano “io ho ragione”.
Sogno un collettivo femminista che dia l’opportunità agli oppressi di dire non qualitativamente, ma secondo l’urgenza; che dia l’opportunità ai pazzi di non essere lucidi e parlare comunque; che dia l’opportunità ai non binari di non scegliere le parole esatte per definirsi; che dia l’opportunità ai confusi di essere confusi e ai certi di ritornare confusi.
Sogno un collettivo femminista non autoritario e non personale. Il personale non è pratico e dunque non teorico; reggendosi sul sentire e sul sentimento, si fa persona e non essere umano e la persona crea il personalismo in cui tutto ricade in sè, da sè, per sè, con sè senza nient’altro altro da sè, fuori di sé e con sé. 
Sogno dunque una teoria che si lega alla prassi e una prassi necessariamente teorica, che del sentimento non ne faccia abuso, ma solo l’uso moderato della propria pelle per toccarsi con gli altri e le altre.
Sogno un collettivo femminista in cui chi è parte del collettivo diviene nel gruppo un soggetto unico collettivo e in cui ogni membra viene stimata in quanto nata e non in quanto dimostrante qualità, caratteristiche, autocoscienza, certezza: amata nella propria confusione di confutazione, sogno un collettivo femminista che accetti la persona perchè in vita e la stimi perchè respira, se respira la stessa aria di tutti e di tutti lotta per la classe.
Sogno un collettivo femminista non formale, informale, in cui lo scontro sia costruttivo, in cui lo scontro sia riscontrabile nelle parole per le parole; mai ad personam, sempre sul discorso e per il discorso. 
Sogno un collettivo femminista in cui le persone che ne fanno parte hanno la consapevolezza di essere stimate in quanto esistenti e sanno che il conflitto è sulle parole e sulle idee, non sulla pelle.
Sogno un collettivo femminista che non sia civilizzatore, morale, fascista, educato, formale, pesato, corretto.
Sogno un collettivo femminista incoerente come la vita, come questo cuore che mi batte male nel petto.